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Mostrati,
Signore;
a tutti i pellegrini dell'assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina, Signore;
affiancati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
che sei tu ad andare con loro,
tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.
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- O GIORNI MIEI…
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- Solo a sera m'è dato
- assistere alla deposizione
- della luce, quando
- la vita, ormai
- senza rimedio, è perduta.
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- Invece dovere
- ogni mattina risorgere
- sognare sempre
- impossibili itinerari.
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- IO NON HO MANI
-
- Io non ho mani
- che mi accarezzino il volto,
- (duro è l'ufficio
- di queste parole
- che non conoscono amori)
- non so le dolcezze
- dei vostri abbandoni:
- ho dovuto essere
- custode
- della vostra solitudine:
- sono
- salvatore
- di ore perdute.
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- Parole, inerti macerie,
- brandelli d'esistenze
- disamorate, panorama
- del mio paese
- ove neppure il gesto
- sacrificale più rompe
- la immota somiglianza dei giorni,
- né le vesti sante coprono
- la nudità degli istinti.
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- E i poeti non hanno più canti
- Non un messaggio di gioia,
- nessuno una speranza.
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- Liberata l'anima ritorna
- agli angoli delle strade
- oggi percorse, a ritrovare i brani.
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- Lì un gomitolo d'uomo
- posato sulle grucce,
- e là una donna offriva al suo nato
- il petto senza latte.
- Nella soffitta d'albergo
- una creatura indecifrabile:
- dal buio occhi uguali
- al cerchio fosforescente d'una sveglia
- a segnare ore immobili.
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- E io a domandare alle pietre agli astri
- al silenzio: chi ha veduto Cristo?
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- Non so come, non so dove, ma tutto
- perdurerà: di vita in vita
- e ancora da morte a vita
- come onde sulle balze
- di un fiume senza fine.
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-
O tu
O tu che sovrasti la terra
e incombi,
uragano che schianta la pietra:
uragano che passi sulle nostre vite
come il rullo
sopra gli asfalti:
no, i miei pensieri non sono i tuoi pensieri,
le mie vie non sono le tue vie;
tu sei il Contrario,
l'Oppositore!
Tarlo sei di tutti i sistemi,
polverina mortale di queste filosofie:
Dio sola nostra necessità.

- Non so quando spunterà l'alba
- non so quando potrò
- camminare per le vie del tuo paradiso
-
- non so quando i sensi
- finiranno di gemere
- e il cuore sopporterà la luce.
-
- E la mente (oh, la mente!)
- già ubriaca, sarà
- finalmente calma
- e lucida:
-
- e potrò vederti in volto
- senza arrossire.
-

Mostrati, Signore
A tutti i cercatori del tuo volto,
mostrati, Signore;
a tutti i pellegrini dell'assoluto,
vieni incontro, Signore;
con quanti si mettono in cammino
e non sanno dove andare
cammina, Signore;
affiancati e cammina con tutti i disperati
sulle strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
che sei tu ad andare con loro,
tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.

- Torniamo a sperare
- come primavera torna
- ogni anno a fiorire.
-
- E i bimbi nascano ancora,
- profezia e segno
- che Dio non s'è pentito.
-
-
-
-
- Ancora un'alba sul mondo:
- altra luce, un giorno
- mai vissuto da nessuno,
- ancora qualcuno è nato:
- con occhi e mani
- e sorride.

Oltre l'evidenza
Padre,
non sappiamo più ascoltare;
Padre,
nessuno più ascolta nessuno:
nessuno sa fare più silenzio!
Abbiamo perso
il senso della contemplazione,
perciò siamo così soli e vuoti,
così rumorosi e insensati;
e inevitabilmente idolatri!
Anche quando l'angoscia ci assale
donaci, o Padre, di non dubitare;
o anche di dubitare,
ma insieme di sempre più credere:
di credere alla tua fedeltà,
al tuo amore
al di là di tutte le apparenze;
e con il tuo Spirito
sempre presente
nella nostra storia.

- E NON CHIEDERE NULLA
-
- Ora invece la terra
- si fa sempre più orrenda:
-
- il tempo è malato
- i fanciulli non giocano più
- le ragazze non hanno
- più occhi
- che splendono a sera.
-
- E anche gli amori
- non si cantano più,
- le speranze non hanno più voce,
- i morti doppiamente morti
- al freddo di queste liturgie:
-
- ognuno torna alla sua casa
- sempre più solo.

Non rubatemi
Per favore, non rubatemi
la mia serenità.
E la gioia che nessun tempio
ti contiene, o nessuna chiesa
t'incatena:
Cristo sparpagliato
per tutta la terra,
Dio vestito di umanità:
Cristo sei nell'ultimo di tutti
come nel più vero tabernacolo:
Cristo dei pubblicani,
delle osterie dei postriboli,
il tuo nome è colui
che-fiorisce-sotto-il-sole.
- Tutto deve ancora avvenire
- nella pienezza:
- storia è profezia
- sempre imperfetta.
-
- Guerra è appena il male in superficie
- il grande Male è prima,
-
- il grande Male
- è Amore-del-nulla.
-
-

-
-
-
- Tu e lui,
- null'altro.
-
- Lui
- il Tu senza risposte.
-
Fratello ateo, nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio che io non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto e deserto andiamo
oltre la foresta delle fedi
liberi e nudi verso
il nudo Essere
e là
dove la Parola muore
abbia fine il nostro cammino.
(Oltre la foresta)

- Subito senti il tempo franarti
- tra le mani: l'ultimo
- tempo, quando
- non vedrai più questi colori
- e il sole, né con gli amici
- ti troverai a sera…
- Dunque, per quanto ancora?

E dunque anche Tu ateo?
E dunque anche Tu ateo?
Fu questa la tua vera Notte, Signore,
la tua discesa agl'Inferi
avanti che ti accogliesse nel suo ventre la terra.
Credere in Lui e dubitare di Lui,
dire a tutti che ti ama,
e consumarti di amore,
e sentire che sei abbandonato.
"Padre, Abbà, papà!..."
Ora invece appena:
"Dio"; sia pure "tuo Dio"!
Alla fine, dunque non più padre?
O, perfino, che non esista?
Ma come poi avresti potuto dire:
"Nelle tue mani rimetto lo spirito"?
Avresti vinto per un atto di fede senza speranza?
Pur perduto dentro l'abisso del Nulla
ancora credevi?
Resurrezione, non altro è la risposta.
Ma Tu non sapevi!
Come noi non sappiamo.
E compatta
ancora sale sul mondo
la Notte.

- DIO NON VIENE ALL'APPUNTAMENTO
-
- Ma quando declina questo
- giorno senza tramonto?
- All'incontro cercato
- nessuno giunge.

Eterno è il suo amore per noi
Poter dire anche noi, ognuno di noi:
egli si è degnato di chiamarci alla vita,
chiamando ciascuno per nome:
eterno è il suo amore per noi.
E ci ha dato una mente e un cuore,
e occhi e mani, e sensi;
e la donna ha dato a perfezione dell'uomo:
eterno è il suo amore per noi.
E pur se provati da mali e sventure,
potati come vigne d'inverno,
visitati dalla morte,...
almeno qualcuno riesca a dire:
eterno è il suo amore per noi.
Che tutti gli umiliati e offesi del mondo,
questo immenso oceano di poveri,
possano un giorno insieme urlare:
eterno è il suo amore per noi.

- Da "Io non ho mani",
-
- MEMORIA
-
- È la memoria una distesa
- di campi assopiti
- e i ricordi in essa
- chiomati di nebbia e di sole.
-
- Respira
- una pianura
- rotta solo
- dagli eguali ciuffi di sterpi:
-
- in essa
- unico albero verde
- la mia serenità.
-

Dio, la luna
Dio, la luna!
Dio, che luna:
fra cipresso e cipresso
dalla punta di Montalbano.
E io a vederla dalla finestra
del mio monastero
di mille anni!
Dio mai si ripete
le cose sono sempre nuove:
nuova è la luce, nuova
la notte, il giorno
questo giorno
mai vissuto sulla terra!
Questa non è una luna,
è un globo di luce
portato da invisibili
mani di angeli
in un cielo
da riempire di grida e di canti.

Elemosina
L'elemosina non è quella che facciamo noi,
quella che intendiamo noi, no! "Elemosyné", cioè l'elemosina,
è amore che trabocca. In realtà vuol dire questo. E' come un vaso pieno
il cui contenuto si riversa. L'elemosina è la partecipazione
misericordiosa alla condizione dell'altro. Solo allora tu, in questa
maniera, entri nella sfera di Dio, perché Dio è l'esser per l'altro.
Mentre il silenzio fasciava la terra
Mentre il silenzio fasciava la terra
e la notte era a metà del suo corso,
tu sei disceso, o Verbo di Dio,
in solitudine e più alto silenzio.
La creazione ti grida in silenzio,
la profezia da sempre ti annuncia,
ma il mistero ha ora una voce,
al tuo vagito il silenzio è più fondo.
E pure noi facciamo silenzio,
più che parole il silenzio lo canti,
il cuore ascolti quest'unico Verbo
che ora parla con voce di uomo.
A te, Gesù, meraviglia del mondo,
Dio che vivi nel cuore dell'uomo,
Dio nascosto in carne mortale,
a te l'amore che canta in silenzio.

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