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... A
pochi mesi dall’attentato al World Trade Center incontrai un
gruppo di donne i cui parenti avevano prestato servizio in
una delle principali squadre di pompieri di New York.
Avevano chiesto che io partecipassi con loro a una
trasmissione televisiva. Cominciata la seduta, iniziai
presto a parlare con i mariti, fratelli e fidanzati rimasti
uccisi in quel tragico giorno. Riferii alle famiglie i
messaggi di speranza e amore che provenivano dal mondo dello
spirito, poi i pompieri descrissero l’inferno che avevano
vissuto. Come spesso mi accade, intrapresi una lunga
discesa giù per un tunnel, tornando indietro in quel tempo e
in quello spazio, finché mi ritrovai dentro le torri
gemelle, in mezzo a tutta quella gente che sapeva di essere
destinata a morire. Qualcuno gridava disperato, molti
pregavano, altri cercavano di raggiungere al telefono i
propri cari, nella speranza di poterli salutare un’ultima
volta. Io ero lì, tra di loro, come un fantasma, circondata
da uffici e corridoi invasi dal fumo; vedevo ciò che avevano
visto i vigili del fuoco, provavo quello che avevano
provato, e per un attimo ci fu solo caos, panico, terrore
palpabile. Poi, lentamente, il fumo si diradò, l’ambiente si
fece più luminoso; sembrava che il sole stesse cercando di
bucare la coltre di fuliggine, finché la luce divenne più
intensa. Le urla si spensero, la confusione si placò e il
panico cessò. Stava accadendo qualcosa; qualcosa di nuovo
pervadeva l’aria. La calma si diffuse sempre più a mano a
mano che il bagliore accecante e dorato aumentava. Fu allora
che li vidi, fu allora che tutti li videro. Avanzavano nella
luce, scintillanti e gloriosi: angeli. Angeli inviati da Dio
per portare a casa le anime di quegli eroi coraggiosi. La
paura svanì dal volto dei presenti e io scorsi uomini e
donne tendere le braccia verso quel chiarore prodigioso per
stringere a sé i loro angeli, sulle labbra un sorriso di
pura gioia....
Testimonianza di Rormary Altea tratta dal libro
PAROLE di LUCE |
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