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Per
arrivare all'alba non c'è altra via che la notte

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Siamo tutti
guerrieri nella battaglia della Vita, ma alcuni conducono,
altri seguono |
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La poesia è il
segreto dell'anima; perchè sciuparla con le parole |
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La fede è
conoscenza dentro il cuore, dove le prove non arrivano |
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La bellezza, nel
cuore di chi la desidera, è più sublime che negli occhi di
colui che la vede |
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Cuore, se un
ignorante ti dice che l'anima, come il corpo, è mortale,
rispondi che anche il fiore muore, ma i semi rimangono |
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Chi tra gli
uomini può vagare negli abissi marini come se passeggiasse in
un giardino?." |
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Chi ha bisogno
di stimoli per compiere un'azione nobile, non la compirà mai |
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Alcune anime
sono come spugne. Non puoi trarne nulla se non ciò che hanno
assorbito da te |
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Si deve avere un
amico invisibile a cui parlare nelle ore silenziose della
notte e durante le passeggiate nei parchi." |
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Il dolore è troppo grande per regnare in piccoli cuori |
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Si deve avere un
amico invisibile a cui parlare nelle ore silenziose della
notte e durante le passeggiate nei parchi |
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E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà
conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca
anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle
ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui
può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E
condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il
suo mattino e si ristora |
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Il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la vostra
intelligenza |
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Potreste
chiedere in cuor vostro: "Come distingueremo nel piacere ciò
che è bene da ciò che non è bene?" Andate fra i campi e i
giardini e imparerete che è piacere dell'ape raccogliere miele
dai fiori, ma è anche piacere del fiore cedere miele all'ape.
Per l'ape infatti il fiore è fontana di vita, e per il fiore
l'ape è messaggero d'amore, e per entrambi, ape e fiore, dare
e ricevere è piacere e necessità ed estasi. Siate nei vostri
piaceri come i fiori e le api. |
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La fede è il senso del cuore come la vista è il senso
dell'occhio |
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Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno
all'altro, e ognuno a se stesso, Fino al giorno in cui tu
parlerai e io ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia
voce; e quando starò zitto dinanzi a te pensando di star ritto
dinanzi a uno specchio. |
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Esiste
qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la
bocca pronuncia. Il silenzio illumina l'anima, sussurra
ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da
noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello
spirito, ci avvicina la cielo; ci fa sentire che il
corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un
luogo d'esilio |
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"Le Parole dette"
Una cosa non può essere
semplicemente detta.
Dev'essere detta ancora
e ancora,
in modi diversi.
Una sinfonia
dice,
in ogni movimento,
una sola grande cosa
- a volte due o tre
grandi cose -
e poi la ripete
ancora e ancora,
ogni volta in modo
diverso,
Ma ogni volta
la musica
è la stessa
(citato da Mary Haskell,
"Journal" Boston, 11
maggio 1918)
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Sollevare le
mani insieme
Nessun
rapporto umano
dà l'uno in possesso dell'altro.
in ogni coppia d'anime
i due sono assolutamente diversi.
In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco,
sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l'uno né l'altro
può raggiungere da solo.
(Citato
da Mary Haskell, "Journal"
New
York, 8 giugno 1924)
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So
So
che non lascerò questa terra
stranamente bella
finché gli angeli non vedranno
che il mio lavoro è finito.
e sento che l'io in me non perirà,
mai annegherà
nel grande mare che si chiama Dio.
(Citato
da Barbara Young, This Man from Lebanon)
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La
più bella dichiarazione
Tu
sei la sola persona al mondo
con la quale
mi sento completamente a casa.
(Citato
da Mary Haskell, "Journal"
New York, 5 febbraio 1921)

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La
mano e la rosa
Una
mano aperta
che tiene una rosa:
o, piuttosto,
un fiore che cresce in una mano aperta:
Una mano aperta
è già un bellissimo simbolo,
e quando poni un fiore
sul palmo di una mano
aggiungi molto alla sua bellezza.
sia benedetta la tua mano
sulla quale crescono le rose.
(Da
una lettera a Mary Haskell, per la cui sorella Gibran
ideò
il simbolo della mano con la rosa.
New
York, 1 maggio 1919)
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"Sapore di Primavera"
Mi sento come un campo
seminato
nel cuore dell'inverno,
e so
che la primavera sta
arrivando.
I miei ruscelli
prenderanno a scorrere
e la piccola vita che
dorme dentro me
salirà in superficie
al primo richiamo.
(Da una lettera a Mary
Haskell New York, 1
marzo 1916) |
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"Ci sono altri mondi"
Cos'è la poesia?
Un prolungamento della
vista
...e la musica è
un prolungamento
dell'udito.
Voglio che un uomo dica,
leggendo queste pagine:
"Ci sono altri mondi
...remoti, solitari,
silenziosi, lontani...
di strana, deliziosa
vita:
andiamo!"
(Citato da Mary Haskell,
"Journal" New York, 20
giugno 1914)
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Quando
offriamo amore
Ognuno
ha qualcosa che desidera donare:
e così, troppo spesso,
nessuno è disposto a prendere.
Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa,
il mio cibo e perfino le mie idee,
ma non il mio amore.
E invece proprio l'amore
è ciò che la maggior parte di noi
desidera donare sopra ogni altra cosa.
(Citato
da Mary Haskell, "Journal"
Cambridge, 30 maggio 1922)
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La
lode eccessiva
La
lode eccessiva fa soffrire.
Essere elogiati più del dovuto
ferisce immensamente.
Se offri argento,
è doloroso sentirselo chiamare ottone o oro;
tutto ciò che desideri è che la gente dica:
"Sì, è proprio argento"...,
poiché tale è.
Questo elogio è fondato.
Ma che lo chiamino oro
ti fa solo sentire
quanto disperatamente lontano tu sia
dal fabbricare oro.
(Citato
da Mary Haskell, "Journal"
New York, 1 giugno 1924)
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"Vicinissimo"
Un amico lontano
è a volte più vicino
di qualcuno a portata di
mano.
E' vero o no
che la montagna ispira
più reverenza
e appare più chiara al
viandante della valle
che non all'abitante
delle sue pendici ?
(Da una lettera a May
Ziadah New York, 11
giugno 1919)
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SUI
FIGLI
E una donna che reggeva un bambino
al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i
vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare
neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in
avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con
forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dellì'Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

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SUL
MATRIMONIO
Allora Almitra di nuovo parlò e
disse: Che cos'è il Matrimonio, maestro ?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri
giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non
fatene una prigione d'amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non
sia di rifugio all'altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
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SULL'AMICIZIA
E un adolescente disse: Parlaci
dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo
pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di
contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo
scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello
spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio
mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò
che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico
vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne
conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte ?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e
si ristora.
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SULLA
PAROLA
E allora uno studioso disse:
Spiegaci la Parola.
E lui rispose dicendo:
Voi parlate quando avete perduto la pace con i vostri pensieri;
E quando non potete più sopportare la solitudine del cuore voi vivete
sulle labbra, e il suono vi è di svago e passatempo.
E molte delle vostre parole quasi uccidono il pensiero,
Poiché il pensiero è un uccello leggero che in una gabbia di parole può
spiegare le ali, ma non prendere il volo.
Tra voi vi sono quelli che cercano
uomini loquaci per timore di restare soli.
Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere, ed essi
vorrebbero fuggirlo.
E vis ono quelli che, senza consapevolezza o prudenza parlano di verità
che non comprendono.
E quelli invece che hanno dentro di sé la verità, ma non la esprimono in
parole.
nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.
Quando per strada o sulla piazza
del mercato incontrate un amico, lasciate che lo spirito vi muova le
labbra e vi guidi la lingua.
Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo
orecchio;
Poiché custodirà nell'anima la verità del vostro cuore come si ricorda
il sapore del vino.
Quando il colore è dimenticato e la coppa è perduta.

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SU
GIOIA E DOLORE
Allora una donna disse: Parlaci
della Gioia e del Dolore.
E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di
lacrime.
E come può essere altrimenti ?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete
contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel
forno del vasaio ?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno
scavato dal coltello ?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che
è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di
piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: "La
gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più
grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate
che l'altro è addormentato nel vostro letto.
In verità voi siete bilance che
oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la
vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.
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SUL
DOLORE
E una donna disse: Parlaci del
Dolore.
E lui disse:
Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa
esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani
della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le
stagioni che passano sui campi.
E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
E' la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il
vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in
silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano
dell'Invisibile,
E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta
con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.
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SULLA
PREGHIERA
Allora una sacerdotessa disse:
Parlaci della Preghiera.
E lui rispose dicendo:
Voi pregate nell'angoscia e nel bisogno, ma dovreste pregare anche nella
pienezza della gioia e nei giorni dell'abbondanza.
Perché non è forse la preghiera
l'espansione di voi stessi nell'etere vivente ?
Se riversare la vostra notte nello spazio vi conforta, è gioia anche
esprimere l'alba del vostro cuore.
E se non potete fare a meno di piangere quando l'anima vi chiama alla
preghiera, essa dovrebbe spingervi sempre e ancora al sorriso.
Pregando vi innalzate sino a incontrare nell'aria coloro che pregano nello
stesso istante, e non potete incontrarli che nella preghiera.
Perciò la visita a questo tempio
invisibile non sia altro che estasi e dolce comunione.
Giacche se entrate nel tempio soltanto per chiedere, voi non avrete.
E se entrate per umiliarvi, non sarete innalzati.
O se entrate a supplicare per il bene altrui, non sarete ascoltati.
Entrare nel tempio invisibile è sufficiente.
Con la parola io non posso
insegnarvi a pregare.
Dio non ascolta le vostre parole, se non le pronuncia egli stesso
attraverso le vostre labbra.
E io non posso insegnarvi la preghiera dei monti, dei mari e delle
foreste.
Ma voi, nati dalle foreste, dai
monti e dai mari, potete scoprire le loro preghiere nel vostro cuore,
E se solo tendete l'orecchio nella quiete della notte, udrete nel
silenzio:
"Dio nostro, ala di noi stessi, noi vogliamo secondo la tua volontà.
Desideriamo secondo il tuo desiderio.
Il tuo impero trasforma le nostre notti, che sono le tue notti, in giorni
che sono i tuoi giorni.
Nulla possiamo chiederti, perché tu conosci i nostri bisogni prima ancora
che nascano in noi.
Tu sei il nostro bisogno, e nel donarci più di te stesso, tutto ci
doni".
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SULLA
MORTE
Allora Almitra parlò dicendo: Ora
vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita ?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il
mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro
cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il
fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri
desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la
vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al
re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché
porterà l'impronta regale ?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito ?
Che cos'è morire, se non stare
nudi nel vento e disciogliersi al sole ?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo
incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla
ricerca di Dio ?
Solo se berrete al fiume del
silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a
salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente
I FIGLI
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