Son tutte belle le mamme del mondo
quando un bambino si stringono al cuor!
Son le bellezze d'un bene profondo
fatto di sogni, speranze ed amor.

E' tanto bello quel volto di donna
che veglia un bimbo e riposo non ha!
Sembra l'immagine d'una Madonna,
sembra l'immagine della bontà.

E gli anni passano, i bimbi crescono,
le mamme imbiancano, ma non sfiorirà
la loro beltà, la loro beltà.

 

Poi la grande delusione
della prima passioncella

E arrivò Mamma sorella
Lei mi strinse sul suo cuore,
io dimenticai il dolore
con Mamma consolazione...

Non sapevo ancora che quella mamma era per me
Tutto quel che al mondo c'è
e in un attimo imparai:

Mamma Tutto è lei!


 
Dormono le case
dorme la città
solo un orologio suona e fa tic tac;
anche la formica si riposa ormai,
ma tu sei la mamma e non dormi mai

Ninna nanna mamma
insalata non ce n'è
sette i piatti d'oro sulla tavola del re.
Ninna nanna mamma 
ce n'è uno anche per te:
ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu,
ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu.


Quando sarò grande comprerò per te
tante cose belle come fai per me,
chiudi gli occhi e sogna quello che non hai
i tuoi sogni poi mi racconterai.

 

L'unica spiegazione per l'altruismo, l'abnegazione, la devozione e la tenerezza della maternità, è l'Amore.

Leroy Brownlow

Il cuore di una madre si rivela essere quell'abisso profondissimo dove tu scopri il perdono

Honorè de Balzac

Non ci sarà mai nessuno tenero, così gentile come una mammina paziente. in nessun luogo, su questa terra, troverai mai una affetto così grande!

Paul C. Brownlow

  "Tu sei la custode delle generazioni, tu sei colei che dà la vita". Disse il Sole alla donna. " Tu sorreggerai questo Universo".

Canto Sioux

  I ricordi più vividi della mia infanzia sono legati alla cucina di mia madre, al calore di un fuoco di ceppi, al suo buon cibo preparato con tanto amore.

Margaret Fulton

Mia madre è riuscita a farmi capire tante cose. Devo proprio alla sua affettuosa saggezza quanto c'è stato di bello e di luminoso nella mia lunga notte.

Helen Keller

Le madri sono quelle persone  che pur lavorando tutto il giorno, si ritrovano poi, allo stesso punto della sera precedente.

Marion Garretty

         
         

 

 

   

E Dio creò la mamma

(Bruno Ferrero, 40 Storie nel deserto)

Il buon Dio aveva deciso di creare... la mamma. Ci si arrabattava intorno già da sei giorni, quand'ecco comparire un angelo che gli fa: "Questa qui te ne fa perdere di tempo, eh?". E Lui: "Sì, ma hai letto i requisiti dell'ordinazione? Dev'essere completamente lavabile, ma non di plastica... avere 180 parti mobili tutte sostituibili... funzionare a caffè e avanzi del giorno prima... avere un bacio capace di guarire tutto, da una sbucciatura ad una delusione d'amore... e sei paia di mani". L'angelo scosse la testa e ribatté incredulo: "Sei paia?!". "Il difficile non sono le mani - disse il buon Dio - ma le tre paia di occhi che una mamma deve avere". "Così tanti?". Dio annuì. "Un paio per vedere attraverso le porte chiuse quando domanda "che state combinando lì dentro, bambini?", anche se lo sa già; un altro paio dietro la testa, per vedere quello che non dovrebbe vedere, ma che deve sapere; un altro paio ancora per dire tacitamente al figlio che si è messo in un guaio "capisco e ti voglio bene lo stesso".

"Signore - fece l'angelo sfiorandogli gentilmente un braccio - va' a dormire. Domani è un altro...". "Non posso - ripose il Signore - ho quasi finito ormai. Ne ho già una che guarisce da sola se è malata, che può lavorare 18 ore di seguito, preparare un pranzo per sei con mezzo chilo di carne tritata e che riesce a tenere sotto la doccia un bambino di nove anni". L'angelo girò lentamente intorno al modello di madre, esaminandolo con curiosità: "E' troppo tenera", disse poi con un sospiro. "Ma resistente - ribatté il Signore con foga - tu non hai idea di quello che può sopportare una mamma!". "Sa pensare?". "Non solo, ma sa anche fare un ottimo uso della ragione e venire a compromessi", ribatté il Creatore. A quel punto l'angelo si chinò sul modello della madre e le passò un dito su una guancia: "Qui c'è una perdita", dichiarò. "Non è una perdita - lo corresse il Signore - è una lacrima". "E a che serve?". "Esprime gioia, tristezza, delusione, dolore, solitudine, orgoglio". "Ma sei un genio!", esclamò l'angelo. Con sottile malinconia Dio aggiunse: "A dire il vero, non sono stato io a mettercela quella cosa lì...".

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