Natale 1930  

 

Jaimbre a l'è in meise invernale
cu porta ventu, freggui e neive,
ma u porta anche u... Santu Natale!

Aiman ciù fede, sasciava er Bambin Santu
ma cun ra miseria chi iera
peinsamn anche a fe in bel pransu.

In meise prumma, andaman an cà du xin,
zuni, veggi e fioi
a cante er laudi der Bambin

Cantaman quellu che i nostri veggi naivan mostrau
"Glaria a Dio.." "Fra l'orridor rigor.."
iera chi cantava ben, qurc'un al'era stunò

A messa nocce, andavam tucci a Messa
chi nan gniva da u Taccu, Da Troia e da ra Capletta.

Me pare, u stava a cà cun in fiascu d'vin bun
all'antiva in seppu antra stiva
e fava coxe er cappun

Me mare da mette in ti ravio, a fava a pinsinsiora
con u late agru e quaio
arantiva an ti na pessa gianca e arapendeiva fora,

Men se, u diva a me frà
va a serchè l'erburu
che a mumenti al'è Dei Na!

Varnima l'erburu cun fexetti de papè e dei ciucculatigni
du nuxe e quarche ciappletta,
ma chi tirava a gura eran i mandaringni

Là appeixi, per la pigulla cun ra so fuietta, guai a chi i tuccava:
all'era peccatu: er cose der Bambin, en sen ruobava!

Me mare, an diva:" nu stave enci fioi
iè ancu tante cose da mangè
ho facciu ra fiassa duxe cun i pignoi

Allantura er Natale al'era ciù cristian
anche ar bestie an tra stalla, si purtava na resta d' pan.

Passò u Natale, l'erburu us desfava:
per ogni fietta o garsunettu, ira ancu quarcosa,
ma i mandarigni cruvisai, era bei secchi!

Anna Pastorino

Questa bellissima poesia è scritta nel mio dialetto, un misto fra quello piemontese e quello ligure e mi rendo conto che è abbastanza incomprensibile, cerco quindi di trascriverla tradotta, anche se molta della poesia che racchiudono quelle parole, va perso con la traduzione... ma è una testimonianza delle tradizioni e di come era il Natale  qui nel mio paese ai tempi in cui i miei genitori erano bambini....

Tempi in cui si mangiavano cose buone solo il giorno di Natale, quando l'albero era di ginepro o di agrifoglio, quando i mandarini, erano di Gesù Bambino e si dovevano lasciare appesi all'albero fino a quando non si toglieva tutto.. quando si conservano le carte dei cioccolatini di anno in anno.. cioccolatini che molto probabilmente nessuno della famiglia aveva mangiato...

Tempi in cui anche solo l'odore del mandarino era già... Natale!

 

Traduzione

Natale 1930

Dicembre è un mese invernale, che porta: vento, freddo e neve... ma porta anche.. il Santo Natale!

Avevamo più fede di adesso, si aspettava il Santo Bambino, ma con la miseria che c'èra a quei tempi, sii aspettava anche un bel pranzo!

Già un mese prima, si andava a casa dei vicini, giovani vecchi e bambini, a cantare le Lodi al Gesù Bambino...

Cantavamo quello che i nostri vecchi, ci avevano insegnato: "Gloria a Dio".. "Fra l'orrido rigor.."Cantavano tutti, c'era chi cantava bene e chi era stonato.

A mezza notte, si andava tutti a Messa, Chi arrivava da.. (qui segue un elenco di cascine del paese...)

Mio padre stava a casa in compagnia di un buon fiasco di vino, metteva un grosso ceppo nella stufa e faceva cuocere il cappone

Mia madre da mettere nei ravioli, faceva la formaggetta con latte agro e quaglio, la metteva in una pezza bianca e la appendeva fuori dalla finestra.

Mio nonno diceva a mio fratello: "Presto, vai a tagliare l'albero, che è quasi Natale"

Addobbavamo l'albero con al carta luccicante dei cioccolatini, qualche noce e qualche caramella, ma quello che più ci faceva gola erano i mandarini.

erano lì appesi, con ancora la loro foglia attaccata, ma guai a chi li toccava: era peccato! le cose di Gesù Bambino, non si potevano rubare.

Mia madre ci diceva "non mangiate troppo, bambini, ho fatto anche una focaccia dolce con i pinoli.

... Passato il Natale, l'albero si disadornava... per ogni femmina o maschietto, c'era qualcosa, ma ormai i mandarini che tanto ci avevano fatto gola, erano lì, appesi.. ma ormai secchi!