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Questo
piccolo libro ha costituito per secoli un preciso punti di riferimento per
la spiritualità cristiana, tanto che si può considerare "il libro
più letto dopo il Vangelo, meditato nei monasteri, letto nella vita
religiosa e sacerdotale, tenuto come manuale di formazione cristiana
robusta per tante generazioni di laici, di cristiani nel mondo". L'Imitazione di Cristo, il cui autore resta sconosciuto, benché possa
essere collocato in ambiente monastico attorno ai secoli XIII-XIV, (si
attribuisce l'opera tradizionalmente al mistico
tedesco Tommaso da Kempis - Thomas Hamerken, 1380-1471),
costituisce un semplice e concreto tracciato di vita ascetica. La tensione
spirituale che lo anima, ne fa un testo fondamentale nel tracciare una via
alla ricerca di Dio, all'abbandono dell'"uomo vecchio" per
costruire l'"uomo nuovo", per radicare interiormente una
profonda spiritualità personale.
Imperniato sulla dialettica tra le cose di
"lassù" e quelle terrene di "quaggiù",
tra l'uomo esteriore che si va disfacendo e l'uomo interiore che permane, l'Imitazione
di Cristo non presenta naturalmente quelle sensibilità vive oggi, nei
confronti dell'impegno nella costruzione delle
realtà terrene, della carità attuata nell'ottica della dottrina sociale della
Chiesa. In questo senso è un'opera che non esaurisce tutti gli aspetti della
vita cristiana e tutte le esigenze del Vangelo, ma costituisce ancor oggi, come
per tanti secoli passati, un importante mattone nella costruzione di una santità
cristiana perenne ed attuale.
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