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C'era
una volta il NATALE....

Questa
pagina č una dedicata ad una persona straordinaria che sapeva
rendere il Natale una festa veramente magica, perchč lo viveva
come solamente i bambini sanno fare:
mio
papā....
A
casa mia si faceva sempre l'albero la vigilia di Natale, il 24,
e anche se ho solo 40 anni, posso dire che "allora"
nevicava parecchio, ma neve o non neve, si andava a raccogliere
il muschio per il presepe, e a tagliare un albero di Agrifoglio
che decoravamo per le feste. Veramente mio padre non tagliava
mai un albero intero, ma qualche ramo qua e lā... da alberi di
agrifoglio sapersi nei boschi intorno, e poi, una volta
arrivato a casa, con pazienza, con filo di ferro e spago li
legava in modo da "creare" un albero vero.. una volta
ci fossero state le decorazioni, nessuno si sarebbe accorto che
non si trattava di un albero vero...
Fare l'albero, per mio
padre era una vera una specie di rito, ogni anno... aprire la
scatola con le decorazioni, che odorava di solaio, le
palline ancora tutte di vetro, che si rompevano solo a
guardarle.. e lui con pazienza ci metteva tutta la sera ad
aggiustare con gusto tutto.. prima le luci, poi le palline, poi,
i fili argentati, e alla fine il puntale, che mi ricordo
era rotto da un lato, e lui lo metteva girato in modo che la
parte rotta, rimanesse verso il muro... dopo il presepe, lė
eravamo liberi si sbizzarrirci io e mio fratello, mio padre si
interessava solo delle lucine.. il resto, con grande gioia,
toccava a noi, sistemavamo con cura il muschio che avevamo
raccolto per pomeriggi interi e poi fatto asciugare in solaio,
pronto per quella sera! Quanta fatica, riuscire a fare stare in
piedi le statuine su quel tappeto verde! Un'
impresa non da poco! mentre noi facevamo il presepe, lui faceva
una focaccia dolce, quella di Natale, che solo lui sapeva fare,
e quando era il momento di infornarla, si prendeva una sedia e
si sedeva davanti al forno, metteva dentro la teglia, e
cominciava a guardarla, mia madre lo prendeva in giro perchč
gli diceva che le torte non cuociono con lo sguardo.. ma la
"sua" torta forse era tanto pių buona di tutte le
altre. per quello sguardo tanto tenero e preoccupato per la
lievitatura giusta, che non l'abbandonava per un secondo per
tutto il tempo della cottura!
A lui piaceva rispettare
tutte le tradizioni della nostra famiglia, la focaccia (salata)
di Natale da prendere direttamente al forno del paese, il
moscato, il cappone... i canti, le poesie di noi bambini e
"Gesų Bambino" che portava i doni al posto di Babbo
Natale, e poi il suo famoso "panettone con l'uva
candita" ... anche quello cucinato con il suo sguardo... e
la tovaglia che non si doveva togliere per tutto il giorno
di Natale, per tutto il giorno la tavola restava
apparecchiata... e il panettone e la focaccia di Natale che
venivano messe in tavola quel giorno, duravano un mese senza
rovinarsi.. ma non lo abbiamo mai appurato.. ;)) mangiavamo
tutto prima che il mese finisse...
tutte
queste cose, sono continuate anche dopo che mi sono sposata e
sono nate le bambine, anche a loro lui ha trasmesso questa
"voglia" di Natale, di preparare le decorazioni u mese
prima... non credo che sia un caso, l'ultima volta che ha dovuto
essere ricoverato in ospedale, si č sentito male proprio mentre
legava i rami dell'agrifoglio per formare l'albero... quello č
stato il suo ultimo ricovero.. e il suo ultimo Natale...
Il
Natale di adesso... non č pių la stessa cosa senza di lui, che
con semplici gesti, rispettando le tradizione, sapeva rendere
quel giorno indimenticabile...
Mi
manchi papā.... 
e
oggi ancora di pių...


"Oggi
il cielo
ha
una stella in pių,
tu
brilli lassų.."


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