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Chi sarà mai la simpatica vecchina che il 6
gennaio porta giochi e scarpine di cioccolato ai bimbi che sono stati
buoni? e aglio e cipolle a quelli che sono stati cattivi?
ma è la BEFANA!!!
Quanti ricordi per il la notte del 6 gennaio, prima i miei di
bambina spensierata che credeva che la vecchina portasse i giochi e i
dolcetti, volando su una scopa e passando dal camino, e poi,
l'indomani il brodo del paradiso, come lo chiamava mia mamma.. fatto con le cipolle e l'aglio che la
befana aveva portato a me e a mio fratello ;)
poi gli anni sono passata, e
sono diventata mamma, e la Befana è tornata dalle mie bambine...
quanta emozione! ormai le feste stavano finendo, il ritorno a scuola
era imminente, ma quell'ultima botta di felicità era un toccasana!
la sera preparavamo le calze
sotto la cappa, e preparavamo caffè, cioccolatini e biscottini per
quella vecchietta che avrebbe potuto riposarsi un attimo a casa nostra
prima di riprendere il cammino... e poi, mentre io e mio marito,
sistemavamo gli ultimi giocattolini e i dolcetti, ci mangiavamo
qualcosa.. e lasciavamo le carte dei cioccolatini e delle caramelle
stropicciate sul tavolo... briciole di biscotti,e qualche goccia di
caffè sulla tovaglia... la buccia di un mandarino... le scorze di una
noce.. e al mattino.. le urla di gioia delle mie figlie, erano di più per
il fatto che la Befana aveva mangiato a casa nostra ed era stata molto
sbrodolona, che per i giochini che aveva portato per loro ;)
.. e poi, aglio e cipolle .. e
carbone dolce a volontà... e ognuno a contare quanti spicchi aveva
nella sua calza, per vedere chi era stato il più "cattivo" della
famiglia... e a chi era toccata la cipolla più grande!! Quasi sempre
quella toccava a me... dovevo fare il brodo del Paradiso.... ;)
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La Befana Giovanni Pascoli
Viene viene la Befana
vien
dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda...ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.
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