Natale qualcosadime -poesie-

     
 






 
 
 
poesie regalatemi dalla Mia Nuova Carissima Amica Antonella Aloe
 
 
 
Ritorno per un dolce Natale Ada Negri

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch'egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall'eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino.
Riaccosta l'uscio in silenzio, appende in silenzio il gancio al mantello
(fiori e bruciacchi di schrapnello nella divisa ridotta un brandello:
ma ben calca sugli occhi l'elmetto, che la fronte non sia veduta,
e siede, al suo posto, nel cerchio della famiglia pallida e muta.
-Mamma, perché non ti vedo la veste di raso dal gaio colore?
- E' in fondo all'armadio, è in fondo all'armadio:
domani la metto, mio dolce amore.
- Babbo, perché così curvo, perché tante rughe intorno ai tuoi occhi?
- Son vecchio, ormai: vecchio e stanco; ma tutto passa, se tu mi tocchi:
- Sorellina dal piede leggero, perché un nastro nero fra i riccioli biondi?
- T'inganni, ha il colore del cielo, ha il colore dei mari profondi.
Intanto, dalle campane della Messa di Mezzanotte
gigli e gigli di pace e d'amore fioriranno nella santa notte.
Ed ecco al "Gloria" drizzarsi nell'alta e sottile persona il soldato,
togliendo dal capo l'elmetto, piamente, con gesto pacato.
Scoperta arderà in mezzo alla fronte l'ampia stimmate sanguinosa:
corona di re consacrato, fiamma eterna, divina rosa.
Ma sotto il diadema del sangue egli il capo reclinerà
come chi nulla ha dato, come chi nulla avrà
.

 

VANGELO ARABO-SIRIACO DELL’INFANZIA

In quel momento giunsero alcuni pastori
e appena ebbero acceso il fuoco in grande allegria
apparvero loro armate celesti
che lodavano e glorificavano Dio;
e lo stesso fecero i pastori.

E la grotta parve in quel momento
simile ad un tempio di un mondo più alto
poiché voci celesti e voci terrestri
glorificavano e magnificavano
la nascita del Signore, Cristo.

Natale sulla terra    Nicolas Arthur Rimbaud

Dallo stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d'argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito.
Quando ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova,la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!

 

AUGURIO

Lode al gaio ceppo festivo!
Balzate, fiamme, balzate gioiose.
salute alla coppa colma di vino!
spumeggia allegro, roseo liquore.

Dorme nella mangiatoia il bambino.
Ragliare d’asini, muggire di buoi,
chiocciar di galline e canti di galli.
trabocca di gente stasera l’albergo,
in alto una stella splende e riluce,
prega il pastore accanto al suo gregge,
recano i Magi il dono regale,
cantano gli angeli in alto, nel cielo,
annunciano il dono divino d’amore.

Presto, bambini, svegliatevi tutti,
svegliatevi e udite l’angelico canto,
lasciate il sonno, è giunto ormai il giorno,
il giorno glorioso, è giunto Natale!

Da La stella di Betlemme di Agatha Christie Mallowan, 
Edizioni Mondadori, 1996, Milano.

 

La neve cade  Boris Pasternak
 

 
La neve cade, la neve cade
Alle bianche stelline in tempesta
Si protendono i fiori di geranio
Dallo stipite della finestra:
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i giardini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
Dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai in tempo
A girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
Per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole di un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.

 

 

I MAGI   di Angiolo Silvio Novaro

La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.

Scalpitio di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
arie di cornamuse.

I re portano tesori
su cavalli bardati d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

 

 

 

 

NATALE SULLA TERRA di Arthur Rimbaud

Dallo stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d'argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito. Quando
ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!

 

 

DIO IN FASCE  di Federico Garcìa Lorca

E così, Dio scomparso, che voglio averti.
Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell'espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.
E così, forma breve d'inefferabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall'impura parola dell'uomo che suda.

 

 

 

A GESU' BAMBINO  di Umberto Saba

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa' ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Natale, sulla provincia nevica   di Fernando Pessoa

Tra i lari confortevoli,
un sentimento conserva
i sentimenti passati.
Cuore contrapposto al mondo,
come la famiglia è verità!
Il mio pensiero è profondo,
sto solo e sogno rimpianto.
E com’è bianco di grazia
Il paesaggio che non so,
visto per la vetrata,
della casa che mai avrò!

 

 

LA NASCITA DI GESU'  Rainer Maria Rilke

Se in te semplicità non fosse, come
T'accadrebbe il miracolo
di questa notte lucente? Quel Dio,
vedi, che sopra i popoli tuonava
si fa mansueto e viene al mondo in te.
Più grande forse lo avevi pensato?
Se mediti grandezza: ogni misura umana
dritto attraversa ed annienta
l’inflessibile fato di lui. Simili
vie neppure le stelle
hanno. Son grandi, vedi, questi re;
e tesori, i più grandi agli occhi loro,
al tuo grembo dinanzi essi trascinano.
Tu meravigli forse a tanto dono:
ma fra le pieghe del tuo panno guarda,
come ogni cosa Egli sorpassi già.
Tutta l'ambra imbarcata dalle terre più remote,
i gioielli aurei, gli aromi
che penetrano i sensi conturbanti:
tutto questo non era che fuggevole
brevità: d’essi, poi, ci si ravvede;
ma è gioia - vedrai - ciò che Egli dà.

 

Notte di Natale   di Diego Valeri

"Mamma, chi è che nella notte canta questo canto divino?"
"Caro, è una mamma poveretta e santa che culla il suo bambino."
"Mamma, m'è parso di sentire un suono come di cennamella..."
"Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro alla stella."
"Mamma, c'è un batter d'ali, un sussurrare di voci, intorno intorno."
"Son gli angeli discesi ad annunciare il benedetto giorno."
"Mamma, il cielo si schiara e si colora come al levar del sole..."
"Splendono i cuor degli uomini: è l'aurora del giorno dell'amore

 

 

MESSA DI MEZZANOTTE  P. Mastri

C'era un silenzio
come d'attesa
lungo la strada
che andava alla chiesa:
è fredda l'aria
di notte, in quell'ombra
là, solitaria.
C'eran le stelle
nel cielo invernale;
e un verginale
chiarore di neve,
ma lieve e rada.
C'era una siepe
nera e stecchita
parea fiorita
di biancospino.
E mi teneva
(oh mio sogno lontano)
mia madre per mano.
E nella tiepida
chiesa, che incanto!
Fra lumi e un denso
profumo d'incenso
e suono d'organo
e voci d'incanto,
ecco il Presepe,
con Te, Bambino...
                               

 

 

La Buona Novella - Giuseppe Fanciulli


Ascoltate la novella
che portiamo a tutto il mondo:
è di tutte la più bella,
è fiorita dal profondo.
Nella stalla, ecco, ora è nato
un dolcissimo bambino.
La Madonna l’ha posato
sulla paglia: poverino!
Ma dal misero giaciglio
già la luce si diffonde,
già sorride il divin Figlio
ed il cielo gli risponde.
Quel sorriso benedetto
porti gioia ad ogni tetto!

 

 

 

PRESEPIO G. Gozzano

La pecorina di gesso,
sulla collina di cartone,
chiede umilmente permesso,
ai Magi in adorazione.
Splende come acqua marina,
il lago freddo e un po' tetro,
chiuso fra la borracina,
verde illusione di vetro.
C'è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un nero ciuchino.
                                                    

 

Natale Giuseppe Ungaretti


Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare.



 

 

SON PICCINO

Senti Gesù Bambino,
ascolta un momentino.
Davanti alla capanna,
prego per babbo e mamma.
Lo sai che son piccino
e sono un buon bambino,
ma un po' disubbidiente:
fo i capricci per niente,
vorrei non farlo più
ascoltami Gesù.

 

 

poesia in dialetto siciliano regalatami da MARIGIO'

 

  E’ la notti ri Natali                                   E’ la notte di Natale

 

E’ la notti ri Natali                                      E’ la notte di Natale

è la festa principali                                     è la festa principale

e scinneru li pasturi                                    sono venuti i pastori

pà adurari nostru Signuri;                           per adorare nostro Signore;

 

Bambineddu ruci ruci,                                  Bambinello dolce dolce,

iu ti portu li me nuci                                    io ti porto le mie noci

ti li scacciu e ti li manci                                io te li schiaccio e tu li mangi

accussi stà zittu e nun chianci;                     così stai zitto e non piangi;

 

Bambineddu ruci assai,                                Bambinello molto dolce,

lu granatu ti purtai                                       il melograno ti ho portato

ti li manna la mamma mia                            te lo manda la mamma mia

chi è cchiù ricca ri Maria;                              che è più ricca di Maria;

 

Bambineddu ruci e amatu                             Bambinello dolce e amato

iu ti portu u cucciddratu                               io ti porto il buccellato

ti lu manci in cumpagnia                               te lo mangi in compagnia

ri Giuseppe e ri Maria.                                   di Giuseppe e di Maria.      

 


 

home sito                                          home Natale                         index Natale

 


 

Home Sito                      Home Alicegrafica                       Home Natale                         Index Natale

     
   

tutorial dello scrip preso dal sito di Pinuccia

 

le canzoni di queste pagine sono del Piccolo Coro dell' Antoniano

 grafica @alicegrafica
immagini trovate in rete
se ho violato i diritto di qualcuno scrivetemi
sarà mia premura eliminare l'immagine in oggetto

 

- libri - frasi - angeli - indiani - poesia - haiku - preghierespiritualità - qualcosadime - novità - link - pagine interattive - SCRVIMI -