NATALE, UN GIORNO

di Hirokazu Ogura


 Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

 Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

 Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

 Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

 Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

 A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

 Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.





 

Sii dunque grato al Signore per ogni minima grazia; e sarai fatto degno di riceverne maggiori. Sia inoltre per te il minimo dei suoi doni come il massimo; ed il più comune, come se fosse il più speciale. Se si riguarda la dignità del donatore, nessun dono parrà piccolo o troppo vile: perché non può mai essere di poco momento ciò che si dona dal Sommo Iddio. E ove pure ti desse pene e flagelli, ti debbono esser cari: infatti fa sempre per la nostra salvezza quanto Egli permette che ci avvenga. Chi desidera di conservare la grazia di Dio, sia grato per la grazia ricevuta, paziente per quella che gli fu tolta, preghi perché essa ritorni, viva cauto, ed umile perché più non la perda.

Dal libro: "L’Imitazione di Cristo"



 

 


Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Poiché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio, la troverà."

Matteo 16, 24-25

 

 

 

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