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Amy mostrò la bella bottiglia
che avrebbe sostituito quella più
piccola ed era così bello ed
umile il suo gesto che Meg non
potè fare a meno di
abbracciarla.
- Stamattina dopo aver letto il
libro - mi sono vergognata del
mio egoismo. Appena alzata sono
uscita per cambiare la boccetta,
ma adesso sono contenta perchè
il mio regalo è il più bello
di tutti - soggiunse Amy.
La porta di casa si chiuse di
nuovo e le ragazze fecero
sparire rapidamente il paniere
sotto il divano.
- Buon Natale, mamma! Buon
Natale! Grazie dei libri:
abbiamo già cominciato a
leggerli e saranno la nostra
lettura di ogni mattina -
gridarono allegramente le
quattro ragazze.
"Buon Natale a voi, figlie
mie! Sono contenta che abbiate
già iniziato e spero che
continuerete. Ma
prima di sederci, devo dirvi una
cosa. Poco lontano da qui, una
donna ha appena avuto un bimbo.
Ne ha già altri sei, che stanno
rannicchiati in un unico letto
per non gelare. Infatti, non
hanno né legna per il fuoco, né
qualcosa da mangiare... Bambine
mie, vorreste donare loro la
vostra colazione come regalo di
Natale?"
Per un momento nessuna parlò:
avevano un grande appetito poichè
attendevano già da un'ora.
L'indecisione durò per poco.
- Sono contenta che tu sia
arrivata prima che cominciassimo.
- Vengo io ad aiutarti? - chiese
Beth con premura.
- Io porto la crema e le
focaccine, - soggiunse Amy.
- Sapevo che le mie bambine
avrebbero fatto questo piccolo
sacrificio - disse sorridendo la
signora March. - Verrete tutte
con me e quando torneremo faremo
colazione con latte, pane,
burro. In
pochi minuti tutte furono pronte
per uscire. Per loro fortuna, le
strade erano deserte e nessuno
si meravigliò di quella
processione.
La stanza che videro era
veramente una stamberga! Il
fuoco era spento, le finestre
sconquassate; le coperte lacere
e in un angolo la madre ammalata
col piccolo che strillava. Sotto
una vecchia coperta erano sei
bambini che, quando videro
entrare le fanciulle, sorrisero
spalancando gli occhi per la
meraviglia.
- Mio Dio! Sono gli angeli che
vengono ad aiutarci, - esclamò
la povera madre commossa.
- Strani angeli con cappucci e
guanti! - esclamò Jo e tutti
risero allegramente.
Pochi minuti dopo la stanza
aveva mutato aspetto. Anna, che
aveva portato la legna da casa,
accese il fuoco. Poi, con
cappelli vecchi e perfino il suo
scialle, chiuse le aperture dei
vetri rotti. Intanto la signora
March preparava per la madre il
tè e una minestra,
promettendole nuovi aiuti. Le
ragazze preparavano la tavola ed
imboccavano i sei bambini,
ridendo, chiacchierando e
cercando di capire il loro
strano modo di parlare. I
bambini, tra un boccone e
l'altro, le chiamavano "angeli"
e questo divertiva molto le
ragazze che prima di allora non
erano mai state chiamate così,
specialmente Jo che, fin dalla
nascita, era stata considerata
un " sanciopancia ".
Terminata la colazione, tutte
tornarono a casa e forse in
tutta la città non vi erano
quattro fanciulle più liete.
- Sono contenta di aver fatto un
po' di bene ai nostri simpatici
vicini! - esclamò Meg mentre
disponeva sulla tavola i doni
per la mamma che, in quel
momento, stava cercando al piano
superiore indumenti per i
piccoli Hummel.
...continua
domani...

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