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Benchè i regali non fossero
gran cosa, la tavola così
preparata con le rose, i
crisantemi e l'edera, faceva un
bell'effetto.
Le opere benefiche e la
distribuzione dei doni occupò
le ragazze per tutta la
mattinata; il pomeriggio, invece,
trascorse tra i preparativi per
la festa di quella sera. Essendo
ancora troppo giovani per andare
a teatro e non avendo la
possibilità di comperare tutto
il necessario per le loro
rappresentazioni, le ragazze
dovevano aguzzare il loro
ingegno. Alcune delle loro
trovate erano veramente
ingegnose: chitarre di cartone
colorato, lumi antichi ricavati
dalle scatole di burro, abiti di
cotonina ornati con diamanti di
stagnola, armature di lamina di
zinco.
Il mobilio della stanza
era abituato ad essere messo
sossopra per quelle ingenue
baldorie. Alle recite erano
ammesse solo le bambine, così
Jo poteva divertirsi ad
impersonare tutte le parti
maschili. Essa andava molto
orgogliosa di un paio di
stivaloni di cuoio che le erano
stati regalati da un'amica e di
un vecchio fioretto che
compariva in tutte le
rappresentazioni. L'esiguo
numero di attori richiedeva che
i principali recitassero varie
parti, mutando in tutta fretta
gli abiti.
La sera di Natale, su una
brandina che fungeva da platea,
erano sedute una dozzina di
spettatrici: grande era l'attesa
davanti al sipario di tela
azzurra. Dietro al sipario si
udivano fruscii, rumori di passi,
un parlare sommesso e le
risatine soffocate di Amy, che
era in preda ad una grande
agitazione.
Finalmente il sipario si alzò e
cominciò la "Tragedia musicale
".
La
scena rappresentava una foresta
oscura: qua e là vi erano vasi
di piante, un vecchio tappeto
verde simulava il prato. Nel
fondo vi era una grotta le cui
pareti erano fatte con diverse
scrivanie; la scena era resa
tenebrosa da un fuoco acceso
nella caverna su cui bolliva una
pentola, sorvegliata da una
vecchia strega. L'effetto era
grande specialmente quando la
strega alzava il coperchio della
pentola, lasciando sfuggire
sbuffi di denso fumo nero.
....continua
domani.....

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