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«La vedi
la tua stella?»
E' davvero
una grande solennità l'Epifania, per noi sopratutto che non apparteniamo
al popolo eletto. Si riteneva che il Messia, ossia Dio, avrebbe ristretto
il suo amore solo ad una piccola porzione di umanità che si era scelto e
con cui aveva raccontato e preparato il suo amore per tutto il Vecchio
Testamento...fino a che venne il gran giorno che Dio scese tra di noi,
come a ridonare quel paradiso rifiutato e quindi farci figli davvero e per
sempre.
Dovrebbe
essere, e per tanti lo è, la grande festa di vedersi spalancate le porte
del cielo. La grande festa in cui Dio ci invita ad andare a Lui, come fece
con i Magi, guidati da una stella.
Così esprime
la sua gioia il profeta Isaia: "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la
tua luce, la gloria del Signore brilla su di te. Poiché, ecco le tenebre
ricoprono la terra; nebbia fitta avvolge le nazioni, ma su di te risplende
il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua
luce, i re allo splendore del tuo sorgere" (Is 60, 1-6).
Vi è il
racconto stupendo dell'evangelista Matteo sulla ricerca che i Magi,
partendo dall'oriente, fanno di Qualcuno che sentivano essere davvero il
"solo che conta sulla terra e nella vita", pur non sapendo chi fosse.
Certamente deve essere stato lo Spirito di Dio a suggerire a quegli uomini
onesti, apertissimi alla ricerca dell'Altissimo, che non conoscevano, di
muoverai da tanto lontano. Suscita profonda commozione quel loro fare un
lungo cammino, con una certezza che avrebbero trovato, non sapevano dove,
quello che loro chiamavano "Re dei Giudei" ed erano venuti ad adorarLo.
Vorremmo avere tutti il cuore aperto alla fede che avevano i Magi, questi
che avrebbero rappresentato tutti i popoli della terra, di qualunque
nazione o razza. Non sapevano che quel desiderio, che avevano nel cuore,
era la "grande chiamata del Padre a tornare a casa, perché Lui voleva
tornare ad essere pienamente Padre". Per tutti.
Avevano come
guida una stella, che era come la "mano divina invisibile", che li
conduceva sicuri a Betlemme. Una stella che scompare quando i Magi cercano
Gesù nella città degli uomini, dove non si voleva altro re che l'uomo
della terra, l'impossibile e pericoloso re. E, riprendendo il cammino,
arrivano a Betlemme. "La stella che avevano visto nel suo sorgere e che si
era come eclissata in Gerusalemme, li precedeva, finché giunse e si fermò
sopra il luogo dove si trovava il Bambino. Al vedere la stella, essi
provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il Bambino con
Maria sua madre e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e
gli offrirono in dono: oro, incenso e mirra". Dio si era così non solo
manifestato, ma si donava a tutti noi, e ci chiamava tutti a fare parte
del suo amore. L'uomo così, senza eccezione, tornava ad essere quello che
era prima del peccato originale.
Da allora
Dio "chiama tutti", perché ognuno si metta in cammino, come i Magi, per
trovarLo. Lui si fa trovare sempre. Lo sanno quanti l'hanno cercato di
vero cuore e Lo cercano. Come quei Magi erano certi che trovare Gesù era
come trovare "il tesoro nascosto" evangelico, tutti, ma proprio tutti,
siamo invitati. Ma abbiamo "la passione" dei Magi, che pongono come primo
interesse della loro vita trovare Gesù, affrontando un cammino lungo,
faticoso? "Ne vale la pena?", dicono tanti. Ed allora, ignorando l'amore e
la chiamata del Padre, affrontano altre strade, per raggiungere altri
"re", che sono il benessere, la gloria, il potere, ogni soddisfazione...che
alla fine lasciano il disgusto, perché nulla e nessuno può prendere il
posto di Dio nella vita. Ed è un "morire dentro", a volte, quando, dopo
tante fatiche, ci si accorge che tutto è davvero nulla.
Il cuore di
noi uomini non e fatto per coltivare "sogni di mondi", ma per camminare
verso la sola luce, che è Dio. Inutile dirci bugie dannose: sarebbe come
nascondere la testa sotto la terra, come fanno gli struzzi. Questa è la
verità per tutti. Come non c'è proprio nulla che sia capace di donare
tanta gioia immensa, come sa darla l'amore di Dio che si fa trovare a chi
lo cerca...
E' vero,
abbiamo bisogno tutti di una stella che ci faccia strada: la stella della
fede; la stella della passione di cercare Dio nella sua Parola; la stella
di andare oltre l'oscurità del mondo; la stella che ci fa osare
l'incredibile. Ma la verità è che è Dio che alla fine si manifesta.
"Ho lavorato
una vita come un dannato, mi diceva un signore che aveva curato solo i
suoi interessi, per crearsi un benessere. Non ho conosciuto sosta. Non ho
gustato né famiglia, né amicizia. Ho cercato solo benessere e ora mi trovo
stanco, solo, svuotato di tutto, senza un perché, come avessi gettato via
il bello della vita. Hanno ragione quelle persone che invece hanno dato
tempo per coltivare l'amore, l'onestà, la famiglia, la fede. Ora sono
felici".
E piangeva
disperatamente come chi si trova davanti ad un fallimento dei sogni. Non
ci rimane allora che guardare dentro il cielo dell'anima, dove sicuramente
Dio fa brillare la sua stella che ci guida: e seguirla. Dio ci attende
nella semplicità dell'amore immenso, che è nella povertà della grotta.
Vorrei
"cantare" con Paolo VI la gioia della Epifania: "A Cristo, il giorno
dell'Epifania, con l'anima assorta, nel suo duplice, immenso significato
di manifestazione di Dio e di vocazione dei popoli alla fede, noi
esprimiamo l'umile, trepidante ma piena e gaudiosa professione della
nostra fede, delle nostre speranze, e del nostro amore. Noi ripetiamo a
Lui, come nostra, la confessione di Pietro: Tu sei il Cristo, il Figlio
del Dio vivente. Noi gli diciamo ancora come Pietro: Signore, da chi
andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. Facciamo nostra l'esclamazione
piena di rimorso ma anche piena di sincerità, di Pietro: Signore Tu sai
ogni cosa. Tu sai che noi ti amiamo.
A Lui, come
un giorno i Magi, portiamo doni simbolici per riconoscere in Lui il Verbo
di Dio fatto carne, in Lui, l'uomo Figlio di Maria la Vergine santissima,
in Lui nostro fratello, primogenito della umanità, in Lui il Messia, il
Cristo, il Mediatore, unico e indispensabile fra Dio e l'uomo, il
Sacerdote, il Maestro, il Re, Colui che era e che è" (6 Gennaio 1964).
E, stando
davanti al tabernacolo, ho pensato a tutti voi, nessuno escluso, come
compagni di viaggio verso Betlemme, in cerca del "Re dei Giudei", guidati
dalla nostra stella, senza mai perderci...e se qualcuno ha difficoltà,
pronti a dargli una mano...Ma tutti insieme verso la Grotta. |
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