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Cari
uomini...
lettera da
Gesù
Bambino!
(fonte
non
specificata)
Cari
uomini,
beh! Non
state a
sgranare
gli occhi.
Sono io, e
non è
proprio il
caso di
fare tante
storie.
Siete cosi
abituati a
tenermi
imprigionato
nei vostri
schemi e,
fra poco,
nei vostri
presepi,
che non vi
rendete
conto che
sono
diverso
dai vostri
schemi,
che non
sono un
bambino di
gesso,
innocuo,
ma sono in
carne ed
ossa,
capace di
parlare, o
addirittura,
come in
questo
caso, di
strillare.
Ho deciso
di
invertire
le parti.
Siete
sempre voi
a
domandarmi
qualcosa,
e visto
che si
avvicina
il Natale,
sarete voi
a
scrivermi
delle
lettere.
La lettera
questa
volta, se
non vi
dispiace,
la scrivo
io. E, a
scanso di
equivoci,
vi
anticipo
che non
sarà
affatto
una
letterina
gentile.
Ho
ascoltato
milioni e
milioni di
vostre
richieste,
ho letto
milioni e
milioni di
vostre
lettere.
Per una
volta,
almeno,
voglio
essere io
a dirvi
qualcosa,
a
esprimere
desideri,
a
formulare
precise
richieste.
E pretendo
naturalmente
la vostra
attenzione.
Pochi di
voi, a
quanto mi
risulta, e
credo di
essere ben
informato,
si sono
preoccupati
di sapere
quali sono
i miei
progetti
su di
loro, se
lo hanno
fatto, lo
hanno
fatto un
po' per
retorica;
pochi si
sono
preoccupati
di sapere
quale
speranza
ho nutrito
e nutro,
facendomi
uomo,
venendo ad
abitare in
mezzo a
voi; pochi
si sono
preoccupati
di sapere
se il mio
"sogno"
realizzabile;
sì
confessatelo,
piuttosto
avete
pensato
che sono
sogni, che
sono
"cose"
campate in
aria.
Vi devo
dire che
siete
molto
abili a
"trasformare",
ma con
quella
trasformazione
che mi
esclude.
Volete un
esempio?!
lo sono
nato per
portare la
salvezza,
sono nato
per
portare la
speranza,
sono nato
in
povertà. E
voi la
salvezza,
la
speranza,
la povertà
le avete
"trasformate"
in una
faccenda
dove io
sono stato
messo da
parte, in
feste dove
io non
c'entro e
con me non
entra la
speranza,
la
salvezza,
la
povertà,
il "sogno"
che Dio
mio Padre
ha per voi
uomini.
Non è
attraverso
l'uso del
mio nome
che si
realizza
il "sogno"
di Dio per
voi, non
attraverso
i bei
canti, i
"formalismi",
i "bei
discorsi"
attraverso
le cose
sporadiche,
che la
speranza
del
Dio-con-noi
si vive e
si
realizza.
E cosi,
cari
uomini, la
storia si
ripete. Ed
è sempre
la triste
storia che
mi fa
trovare
porte
chiuse.
Quando
sono
venuto in
mezzo a
voi per
condividere
la vostra
situazione,
per
partecipare
alle
vostre
vicende,
per essere
insomma
uno di
voi, per
me non
c'era
posto
nelle
vostre
abitazioni,
perché
erano già
piene.
Allora
come oggi,
dopo
duemila
anni, devo
constatare
che non
c'è posto
per me nel
vostro
cuore: è
già pieno
di altri
affetti, è
occupato
da molti
idoli, è
distratto
dai
molteplici
impegni; e
ciò che
più mi
dispiace è
che non
c'è posto
nemmeno là
dove si
pronuncia
con
frequenza
e
disinvoltura
il mio
nome.
La mia
presenza è
gradita, a
patto che
venga
circoscritta,
limitata
nel tempo
e nello
spazio,
relegata
ad alcuni
istanti,
soprattutto
neutralizzata
nei suoi
elementi
più
impegnativi.
Non sono
venuto
sulla
terra come
occasione
per la
vostra
vanità,
superficialità,
gusto del
chiasso; o
soprattutto,
visto che
si
avvicina
il Natale,
perché vi
poteste
"abbuffare",
oppure vi
sentite,
almeno una
volta
l'anno,
buoni e
generosi,
non era
proprio il
caso che
mi
scomodassi
per così
poco, non
vi
pare?...
Sia ben
chiaro: O
mi
accettate
come
Protagonista
e quindi
subordinate
tutto il
resto al
mio
"sogno",
oppure vi
diffido
formalmente
dall'usare
ancora il
mio nome.
Sulla
terra ci
sono
venuto e
ci vengo,
ci rimango
volentieri.
In mezzo a
voi mi ci
trovo
benissimo,
sono uno
dei vostri
ormai.
Desidero
camminare
con voi,
condividere
pene e
gioie,
portare
pesi,
successi e
fallimenti.
L'unica
cosa che
non
ammetto è
di
diventare
pretesto
per un
gioco di
vanità che
finirebbe
per
lasciarvi
ancora più
soli, più
poveri,
più
insoddisfatti,
più
disperati.
Quindi
d'ora
innanzi
sapete a
quali
condizioni
potete
contare su
di me. Vi
ho parlato
con
chiarezza,
forse vi
ho ferito.
Ma dopo,
ne sono
sicuro, le
cose
andranno
molto
meglio,
con comune
soddisfazione.
E non si
ripeteranno
certi
equivoci...
Comunque
statene
certi: per
un "sogno"
vero e
autentico,
per un
"sogno" di
porte e
cuori
spalancati,
per un
"sogno" di
pace, per
un "sogno"
che
frantumi
le
barriere,
per un
"sogno" di
gioia,
desiderato
e
costruito
da tutti
gli uomini
di buona
volontà,
per un
"sogno" di
perdono
per
individui
che si
riconoscono
peccatori,
per un
"sogno" di
salvezza,
per un
"sogno" di
speranza,
è sempre
disponibile
il vostro
Gesù Bambino |
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