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Succede
(Alessandro Pronzato)
La vita è così... Sono cose
che capitano. Succede...
Sì.
Succede che io stia bene e quell'altro languisce in un sanatorio. Succede che io
rischi l'indigestione e l'indiano muore di fame.
Succede che io tenga il mio bravo conto in banca e il vicino di casa vada a
impegnare una coperta al Monte di Pietà.
Succede che io mi preoccupi per scegliere la villeggiatura e la famiglia di
fronte si disperi per il pagamento dell'affitto (due camere in otto).
Succede che io vada in ufficio con l'utilitaria - è più maneggevole della coupé
– e lo scaricatore si presenti alle 6 di mattino sulla banchina del porto a
vedere se qualcuno ha bisogno delle sue braccia.
Succede che i miei figli ricevano per Natale dei doni favolosi e quella bambina
sarda scriva: "Caro Gesù Bambino, vorrei una mela...".
Succede.
Succede che io sia un buon cristiano e quegli altri no.
Succede che io faccia l'elemosina e quegli altri la ricevano.
Succede che io abbia (o mi illuda di avere) Cristo senza la Croce, e quegli
altri la croce senza il Cristo.
Succede.
Il gioco della vita è bizzarro. "A chi tocca tocca" (purché tocchi sempre agli
altri).
Ma ho già i miei fastidi, io! Perché occuparmi di quelli degli altri?
Che c'entro io?
C'entri, eccome! Dal momento che c'entra anche Dio.
Ecco, ora mi sembra sia possibile rispondere a una semplicissima domanda del
catechismo: "Dov'è Dio?".
"Dio è all'altro capo della croce".
La mia croce. Proprio questa. E anche quella dell'altro.
Dovunque ci sia una croce, non c'è che da afferrarla con le mie mani. Da un lato
qualsiasi. Dall'altro c'è sempre Lui.
D'ora in poi so dove trovarlo.
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Natale (madre Teresa
di Calcutta)
Asciuga, Bambino Gesù,
le lacrime dei fanciulli!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale
abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi, liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero ed unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace, dono di pace per l'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen!
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Portami ciò che nella
tua vita è imperfetto
E' la notte di Natale.
Tommaso sogna che sta andando insieme ai pastori e ai Re Magi verso la stalla
quando si trova improvvisamente davanti a Gesù Bambino che giace nella
mangiatoia.
Tommaso si accorge di essere a mani vuote.
Tutti hanno portato qualcosa: solo lui è senza doni!
Avvilito dice subito: "Prometto di darti la cosa più bella che ho. Ti regalo la
mia nuova bicicletta, anzi il mio trenino elettrico".
Il bambino nel presepe scuote la testa e sorridendo dice: "Io non voglio il tuo
trenino elettrico. Dammi il tuo tema in classe!".
"Il mio ultimo tema?" balbetta il ragazzino. "Ma ho preso un insufficiente!".
"Appunto, proprio per questo lo vorrei" dice Gesù. "Devi darmi sempre tutto
quello che è insufficiente, imperfetto. Per questo sono venuto nel mondo. Ma
vorrei un'altra cosa ancora da te: la tua tazza del latte".
A questo punto Tommaso si rattrista:
"La mia tazza? Ma è rotta!".
"Proprio per questo la vorrei avere" dice Gesù Bambino.
"Tu mi puoi portare tutto quello che si rompe nella tua vita. Perché io sono
capace di risanarlo".
Il ragazzino sentì di nuovo la voce del Bambino Gesù: "Vorrei una terza cosa da
te: vorrei la risposta che hai dato a tua mamma quando ti ha chiesto come mai si
è rotta la tazza del latte".
Allora Tommaso inizia a piangere e confessa tra le lacrime: "Ma le ho detto una
bugia, quella volta. Ho detto alla mamma che la tazza era caduta per caso, ma in
realtà l'ho gettata a terra io, per rabbia".
"Per questo vorrei avere quella tua risposta" risponde sicuro Gesù Bambino.
"Portami sempre tutto quello che nella tua vita è cattivo, bugiardo, dispettoso
e malvagio. Sono venuto nel mondo per perdonarti, per prenderti la mano e
insegnarti la via".
Gesù sorride di nuovo a Tommaso, mentre lui guarda, comprende e si
meraviglia....
Quest'anno hai già pensato cosa "regalare" della tua vita al Signore Gesù?
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Dio si è fatto bambino
(Mons. Klaus Hemmerle)
Quando un bambino si perde
va a finire dove non è di casa. Sì, a Natale Dio si è perduto - non solo come un
bambino, ma da bambino - là dove non era "di casa". Non è rimasto nella chiusa
beatitudine del suo cielo o dentro lo spazio della nostra devozione, ma si è
perduto per i piccoli e i poveri, per coloro che sono malati e in lutto, per i
peccatori, per coloro che noi riteniamo lontani da Dio, di cui pensiamo che non
abbiano niente a che fare con lui.
Dio si è perduto là dove si è perduto il figliol prodigo, lontano dalla casa
paterna, per poi tornare dal Padre, in lui e con lui.
Dio si è perduto come un bambino, solo non si è trattato di un errore, ma
dell'azione più divina che Dio potesse fare. Dio è il Dio di tutti o non è Dio.
Dio è il Dio dei piccoli e dei lontani o non è Dio. Troviamo Dio là dove si è
"perduto" o non lo troviamo affatto.
"Fatti trovare dove tu, Dio, ti sei perduto come un bambino. Sì, lascia che
diveniamo noi stessi bambino, nel quale tu ti perdi per gli altri, per tutti!".
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