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Un
decalogo per il papà
1°. Il primo dovere di un
padre verso i suoi figli è amare la madre. La famiglia è
un sistema che si regge sull'amore. Non quello
presupposto, ma quello reale, effettivo. Senza amore è
impossibile sostenere a lungo le sollecitazioni della
vita familiare. Non si può fare i genitori "per dovere".
E l'educazione è sempre un "gioco di squadra". Nella
coppia, come con i figli che crescono, un accordo
profondo, un'intima unione danno piacere e promuovono la
crescita, perché rappresentano una base sicura. Un papà
può proteggere la mamma dandole in "cambio", il tempo di
riprendersi, di riposare e ritrovare un po' di spazio
per sé.
2°. Il padre deve soprattutto esserci. Una presenza che
significa "voi siete il primo interesse della mia vita".
Affermano le statistiche che, in media, un papà
trascorre meno di cinque minuti al giorno in modo
autenticamente educativo con i propri figli. Esistono
ricerche che hanno riscontrato un nesso tra l'assenza
del padre e lo scarso profitto scolastico, il basso
quoziente di intelligenza, la delinquenza e
l'aggressività. Non è questione di tempo, ma di
effettiva comunicazione. Esserci, per un papà vuol dire
parlare con i figli, discorrere del lavoro e dei
problemi, farli partecipare il più possibile alla sua
vita. E' anche imparare a notare tutti quei piccoli e
grandi segnali che i ragazzi inviano continuamente.
3°. Un padre è un modello, che lo voglia o no. Oggi la
figura del padre ha un enorme importanza come appoggio e
guida del figlio. In primo luogo come esempio di
comportamenti, come stimolo a scegliere determinate
condotte in accordo con i principi di correttezza e
civiltà. In breve, come modello di onestà, di lealtà e
di benevolenza. Anche se non lo dimostrano, anche se
persino lo negano, i ragazzi badano molto di più a ciò
che il padre fa, alle ragioni per cui lo fa. La
dimostrazione di ciò che chiamiamo "coscienza" ha un
notevole peso quando venga fornita dalla figura paterna.
4°. Un padre dà sicurezza. Il papà è il custode. Tutti
in famiglia si aspettano protezione dal papà. Un papà
protegge anche imponendo delle regole e dei limiti di
spazio e di tempo, dicendo ogni tanto "no", che è il
modo migliore per comunicare: "ho cura di te".
5°. Un padre incoraggia e dà forza. Il papà dimostra il
suo amore con la stima, il rispetto, l'ascolto,
l'accettazione. Ha la vera tenerezza di chi dice:
"Qualunque cosa capiti, sono qui per te!". Di qui nasce
nei figli quell'atteggiamento vitale che è la fiducia in
se stessi. Un papà è sempre pronto ad aiutare i figli, a
compensare i punti deboli.
6°. Un padre ricorda e racconta. Paternità è essere
l'isola accogliente per i "naufraghi della giornata". E'
fare di qualche momento particolare, la cena per
esempio, un punto d'incontro per la famiglia, dove si
possa conversare in un clima sereno. Un buon papà sa
creare la magia dei ricordi, attraverso i piccoli
rituali dell'affetto. Nel passato il padre era il
portatore dei "valori", e per trasmettere i valori ai
figli basta imporli. Ora bisogna dimostrarli. E la vita
moderna ci impedisce di farlo. Come si fa a dimostrare
qualcosa ai figli, quando non si ha neppure il tempo di
parlare con loro, di stare insieme tranquillamente, di
scambiare idee, progetti, opinioni, di palesare
speranze, gioie o delusioni?
7°. Un padre insegna a risolvere i problemi. Un papà è
il miglior passaporto per il mondo " di fuori". Il punto
sul quale influisce fortemente il padre è la capacità di
dominio della realtà, l'attitudine ad affrontare e
controllare il mondo in cui si vive. Elemento anche
questo che contribuisce non poco alla strutturazione
della personalità del figlio. Il papà è la persona che
fornisce ai figli la mappa della vita.
8°. Un padre perdona. Il perdono del papà è la qualità
più grande, più attesa, più sentita da un figlio. Un
giovane rinchiuso in un carcere minorile confida: "Mio
padre con me è sempre stato freddo di amore e di
comprensione. Quand'ero piccolo mi voleva un gran bene;
ci fu un giorno che commisi uno sbaglio; da allora non
ebbe più il coraggio di avvicinarmi e di baciarmi come
faceva prima. L'amore che nutriva per me scomparve: ero
sui tredici anni... Mi ha tolto l'affetto proprio quando
ne avevo estremamente bisogno. Non avevo uno a cui
confidare le mie pene. La colpa è anche sua se sono
finito così in basso. Se fossi stato al suo posto, mi
sarei comportato diversamente. Non avrei abbandonato mio
figlio nel momento più delicato della sua vita. Lo avrei
incoraggiato a ritornare sulla retta via con la
comprensione di un vero padre. A me è mancato tutto
questo".
9°. Il padre è sempre il padre. Anche se vive lontano.
Ogni figlio ha il diritto di avere il suo papà. Essere
trascurati, trascurati o abbandonati dal proprio padre è
una ferita che non si rimargina mai.
10°. Un padre è immagine di Dio. Essere padre è una
vocazione, non solo una scelta personale. Tutte le
ricerche psicologiche dicono che i bambini si fanno
l'immagine di Dio sul modello del loro papà. La
preghiera che Gesù ci ha insegnato è il Padre Nostro.
Una mamma che prega con i propri figli è una cosa bella,
ma quasi normale. Un papà che prega con i propri figli
lascerà in loro un'impronta indelebile.
(Bruno Ferrero, Bollettino Salesiano marzo 2005)
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