Un uomo venuto da molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di grano,
il vento di Auschwitz portava nel cuore
e intanto scriveva poesie d'amore,
amore che nasce dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.

Un uomo venuto da molto lontano,
stringeva il dolore e un libro nella mano
qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.

Un uomo che parte, vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore profondo:
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il suo cuore,
la verità che muore.


VA' DOLCE GRANDE UOMO VA,
VA' PARLA DELLA LIBERTÀ.


Va' dove guerra, fame e povertà
hanno ucciso anche la dignità.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.

Dall'Est è arrivato il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma... c'è qualcosa che cambia,
un popolo grida: Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia e incoraggi i figli
ad essere fratelli.


VA' DOLCE GRANDE UOMO VA,
VA' PARLA DELLA LIBERTÀ.


Va' dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.


CHE CAINO SONO PURE IO.

M. Marrocchi / A. Minghi
 

 

 

 

 

"Il Papa non può rimanere prigioniero del Vaticano.
Io desidero andare da tutti...
dai nomadi delle steppe
.. ai monaci e alle suore nei conventi...
Io desidero attraversare la soglia di ogni casa"

Giovanni Paolo II

 

 

 

 

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