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Appena arrivò il
centurione Abenadar, gli amici di Gesù si prepararono a
rendere gli ultimi onori al loro Signore, provvedendo
alla sua deposizione dalla croce. La santa
Vergine e Maria Maddalena erano sedute ai piedi della
croce in mesto raccoglimento, mentre le altre donne
erano intente a preparare i lini, gli aromi, l'acqua, le
spugne e i vasi. Tutti erano piegati dal dolore,
ma allo stesso tempo re stavano silenziosi e raccolti.
Alcune pie donne, di tanto in tanto, non potevano
trattenere dei gemiti sommessi. Maria Maddalena,
soprattutto, si era abbandonata interamente al suo
patimento, da cui nessuno poteva distoglierla.
Dopo aver collocato le scale dietro la croce, Nicodemo e
Giuseppe vi salirono e legarono all'albero della stessa
il santo corpo di Cristo, poi ne fissarono le braccia al
tronco trasversale e iniziarono a sfilare i chiodi,
battendoli da dietro. Giuseppe tolse il chiodo di
sinistra, lasciando che il braccio di Gesù ricadesse col
laccio che lo circondava. Nello stesso momento, Nicodemo
fissò alla croce il santo capo del Signore, che si era
tutto piegato sulla spalla destra, e tolse il chiodo di
destra, lasciando ricadere il braccio di Gesù sul corpo.
I chiodi delle mani subito caddero dalle piaghe
ingrandite per il peso del corpo; Abenadar, in vece,
strappò faticosamente il lungo chiodo che trapassa va i
piedi. Cassio raccolse con gran rispetto i chiodi e li
depose ai piedi della Vergine. Una volta che ebbero
estratto tutti i chiodi, Giuseppe e Nicodemo collocarono
le scale sulla parte anteriore della croce, vicino al
santo corpo del Signore. Con molta cura lo
liberarono dolcemente dalle corde e lo lasciarono calare
con grande attenzione. Il centurione, salito su uno
sgabello, lo raccolse tra le sue braccia, al di sopra
delle ginocchia, mentre Giuseppe e Nicodemo,
sostenendolo dall'alto, lo facevano scendere adagio.
Ad ogni piolo delle scale essi si soffermavano, usando
ogni precauzione, come se portassero il corpo di un
amico fraterno gravemente ferito. Così la salma
martoriata del Salvatore giunse fino a terra. Le pie
donne, i soldati convertiti e qualche altro amico di
Gesù, con il cuore straziato, seguivano i movimenti del
la sua discesa dalla croce. Essi esprimevano con le
lacrime l'indicibile dolore che li stava attraversando.
Qualcuno levava le braccia al cielo e gemeva. Le
manifestazioni di dolore, come tutti gli altri movimenti
compiuti da questa gente, si svolgevano nella massima
compostezza, che rivelava sincera umiltà verso la
suprema volontà di Dio. Al rumore dei colpi di
martello, Maria santissima, Maria Maddalena e tutti gli
altri che avevano assistito alla crocifissione,
avvertirono un fremito di angoscia nel proprio cuore.
Quei colpi rammentavano loro le sofferenze di Gesù.
Dopo la
deposizione, il santissimo corpo di Cristo venne
ricoperto con un panno di lino dalle ginocchia ai
fianchi, poi fu deposto fra le braccia della Madre
addolorata.
dalla visone
della Beata Anna Katarina Emmerik sulla deposizione di
Gesù dalla Croce |
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