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Tante altre volte sei
arrivato in questo luogo che tanto ami: Gerusalemme,
città della pace, città santa perché casa di Dio. Ma
questa è l’ultima volta che vi arrivi assieme ai
tuoi, assieme alla folla dei pellegrini. Questa è
l’ultima Pasqua, Pasqua dolorosa e gloriosa,
passaggio di morte e di risurrezione. Ecco perché
accetti l’entusiasmo della gente che ti circonda con i
suoi segni di affetto e di rispetto, la sua gioia,
le sue grida messianiche. Avanzi su un asinello e così
non lasci spazio a nessun equivoco, a nessuna
illusione.Chi attende il re potente, chi attende il
condottiero forte, si sta sbagliando in modo evidente: è
nella povertà e nella semplicità, nel tuo amore
disarmato e disarmante che gli uomini potranno
incontrare l’inviato di Dio, il suo stesso Figlio. Tu
sai bene a cosa stai andando incontro: mentre sali verso
Gerusalemme,intravedi già il grumo di violenza che
sta per scatenarsi contro di te e lo affronti indifeso,
a mani nude, senza riparo, senza protezione,
confidando solo nel Padre tuo, mettendo nelle sue mani
la tua vita.
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