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Arrivano gli usignoli
T. Bettolo
Siamo alla metà di aprile. Si susseguono
giornate limpide e chiare e - notti palpitanti di stelle.
Il biancospino ha lasciato cadere gli ultimi petali
d'immacolato candore e si sta rivestendo d'un
tenero verde.
Eccoli, arrivano gli usignoli. Vengono di notte
alla spicciolata. Arrivano prima i maschi, cercano
il posto ove hanno formato il loro nido l'anno
scorso, e cantano per richiamare le spose.
L'usignolo sceglie per il suo impareggiabile
canto, le ore del tramonto, della notte, dell'alba

La primavera sorrideva
Antonio Machado
...Un giorno
mi sorprese la primavera
che In tutti i campi intorno
sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
sulle fronde tenere
era una pioggia
di raggi d'oro;
nel sonoro scorrere
del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili i pioppi.
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Pioggia di
Marzo
Giosuè Carducci
Ecco l'acqua che scroscia
e il tuon che brontola:
porge il capo il vitel
da la stalla umida
la gallina scotendo
l'ali strepita,
profondo nel verzier
sospira il cuculo
ed i bambini sopra
l'aia saltano.

Farfallina spensierata
R. Pezzani
Farfallina spensierata
lo sai tu dove sei nata?
Eri bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita;
come un fiore senza stelo
che il buon Dio gettò dal cielo.

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Risveglio
F. Castellino
Dal suo lieve dormiveglia
la natura si risveglia
con un battito di ciglia:
oh, la dolce meraviglia!
Verde il prato, verde il clivo;
nidi al ramo, gemme al rivo;
voci tinnule, canore,
tenui ondate di tepore;
sfarfallìo di bianchi fiocchi:
meli, mandorli, albicocchi.
Nel suo fervido dormire,
non s'accorse di fiorire.

Il sorgere del sole
M. Maggini
Ormai le stelle sono impallidite e ad una scomparse
La campagna si ridesta col cinguettìo degli uccelli
che aspettano il primo raggio di sole.
Ed il sole ritorna. Dapprima è un crescendo
di luce in un punto, sulla cresta della collina,
dove i veli e le nuvolette si fanno d'oro splendente,
poi la luce trabocca in un getto di raggi
che si slanciano su nel cielo e inondano la terra,
finché il disco ardente si affaccia e sale con
lentezza maestosa e riprende il suo cammino nel
cielo.

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Primavera
Giuseppe Fanciulli
La primavera è il tempo
degli arrivi. Al torrente è arrivata tanta
acqua nuova dai nevai che si sfanno, e la sua voce canta più alta
tra i ciottoli, parla più tenera tra i salici.
I meli e i peri hanno già ricevuto la fioritura rosea e bianca,
e tremando la innalzano nell'azzurro.
Sotto ogni mazzolino di fiori, fa capolino il cartoccetto delle
foglie;
fra poco la buccia si romperà e le foglie si apriranno piccine,
tenere, lustre.
Alla grondaia sono arrivate le rondini e rattoppano i buchi dei
vecchi nidi; volano, svolano, ancora portando intorno un riflesso
del gran mare
che hanno attraversato.
Sui, ramoscelli più nuovi della macchia si posano le capinere,
attillate e svelte, attente ad esplorare l'orto.
Dinanzi alla casa tubano le tortore,...pensando al nido.
Per tutta la valle scende un vento fresco, e spazza, spolvera,
scioglie gli ultimi nodi dell'inverno; porta nel sole il fumo dei
camini,
il suono delle campane, le prime libere canzoni.

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Un filo d'erba
Mario Giusti
Che cos'è un filo d'erba?
Un filo d'aria
che si sente e non si vede, .
sperduto
affogato
nel mare del prato;
un filo di verde
che si perde
nell'azzurro,
tracciato
da un pittore
di valore;
un filo di luce
come niente,
ma che non si pente
d'esser così poco,
quasi favilla
di un grande fuoco;
un filo di profumo,
che in silenzio
dice: Mi consumo
d'amore
per te, o Signore!
un filo di voce,
che sussurra
bisbiglia
prega con cuore
puro.
Un filo d'erba
è una casa da nulla
che si trastulla
col vento,
che gioca col sole,
a nascondino
come un bambino
birichino;
che guarda con occhi sempre nuovi
la luna, falcata
o a frittata,
il pulviscolo d'oro e d'argento
delle stelle
ricamate nel firmamento;
che fa l'occhiolino
a un fiore'
vicino;
che per nutrimento
si contenta
di un chicco di sale
e di una sola gocciolina
piovuta dal cielo
o scappata bel bello
al ruscello;
che si adorna
con una perlina
di brina
dai colori dell'arcobaleno,
tanto piccolina
e leggiera
che appena si vede
e può volar via
così,
ma tanto grande
da contenere il sole,
tutto il sole
visto di qui.
Un filo d'erba
è proprio una cosa da niente:
c'è e non si scorge, .
esiste e non si sente,
si sporge
dal balcone
e poi si pente,
ha la sua casa piccolina
sulla terra verdolina
accanto allo stelo
di un papavero,
ma cerca disperatamente
le vie del cielo
splendenti di luce
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Fiore
Renzo Pezzani
Portatemi pure l'anello del re
ma questo fioretto lo tengo per me.
C'è forse nel mondo qualcuno che vide
un fior di geranio che scotta, che ride,
macchiare d'un sangue più rosso e cocente
di questo, una casa di povera gente?
C'è forse più fresco, più vago giardino
di questo vasetto che vale un soldino;
che guarda la nuvola, aspetta l'uccello,
né siepe ha di spino, né chiuso cancello?
In quale camino c'è dunque una brace
più viva, più pronta a scaldare la pace?
C'è forse nel mondo, più ricco uno scrigno;
di questo vasetto di coccio rossigno;
un salvadanaio di tanti tesori
che dà, come questo, a chi vuole, i suoi ori?
C'è forse altra grazia più vera e segreta
che accenda pensieri, che ispiri il poeta?
Se spicco quel fuoco e lo metto all'occhiello,
il mondo mi guarda, diventa il pia bello.
Portatemi pure lo scettro del re
ma questo fioretto lo tengo per me

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