**FRASI da *VA DOVE TI PORTA IL CUORE* PARTE SECONDA**

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Ti ricordi quante volte siamo andate insieme alla Rupe di Morupino?..... Adesso che non mi è più possibile andarci materialmente, per vedere lo stesso paesaggio devo chiudere gli occhi. Grazie alla magia della memoria compare tutto davanti e intorno a me come se fossi sul belvedere della rocca.

Un giorno mi avevi chiesto come avremmo fatto a trovare la mamma, il cielo era così grande che era facilissimo perdersi. Ti avevo detto che il cielo era una specie di grande albergo, ognuno lassù aveva una stanza e in quella stanza, tutte le persone che si erano volute bene, dopo la morte si ritrovavano e stavano assieme per sempre.

Dopo la morte di Ernesto, scivolai in un esaurimento profondissimo. tutt'a un tratto mi ero resa conto che la luce di cui avevo brillato negli ultimi anni, non veniva dal mio interno,  era soltanto riflessa. La felicità, l'amore per la vita che avevo provato, in realtà non mi appartenevano veramente, avevo soltanto funzionato come uno specchio. Ernesto emanava luce, e io la riflettevo. Scomparso lui, tutto era tornato opaco.

" Solo il dolore fa crescere, ma i dolore va preso di petto,chi svicola o si compiange, è destinato a perdere.."

... non avevo mai trovato nessuno che esprimesse cosi bene ciò che si agitava da tempo in me senza riuscire a venire fuori. Con le sue parole i miei pensieri prendevano una forma, ad un tratto c'era una via davanti, percorrerla non mi sembrava più impossibile.

"... Non piangere",  ti dicevo,  "E' vero, me ne andrò prima di te, ma quando non ci sarò più ci sarò ancora, vivrò nella tua memoria con i bei ricordi: vedrai gli alberi, l'orto, il giardino e ti verranno in mente tutti i bei momenti passati insieme. La stessa cosa ti succederà se ti siederai sulla mia poltrona, o quando farai la torta che ti ho insegnato a fare oggi, e mi vedrai davanti a te con il naso sporco di cioccolato.. e sorriderai!"

Ho seppellito mia figlia, mi marito, e l'uomo che ho amato di più al mondo. Sono morti, non ci sono più, tutta via continuo a comportarmi come se fossi sopravissuta ad un naufragio. La corrente mi ha portato in salvo su un'isola, non so più niente dei miei compagni, li ho persi di vista nel momento stesso in cui la barca si è ribaltata potrebbero essere annegati - lo sono quasi per certo - ma potrebbero anche non esserlo. Nonostante siano trascorsi mesi.. anni, continuo a scrutare le isole vicine in attesa di uno sbuffo, di un segnale di fumo, qualcosa che confermi il mio sospetto che vivano ancora tutti con me, sotto lo stesso cielo.

 Tutto quello che non si è detto in questo spazio, si dilata, si dilata e si dilata ancora. E' un vuoto senza porte, senza finestre, senza vie d'uscita, ciò che resta lì sospeso, resta lì per sempre, sta sulla tua testa, intorno a te, ti avvolge e ti confonde come una nebbia spessa...

E' strano, ma con la morte di Augusto mi sono resa conto che la morte in sè, da sola, non porta lo stesso tipo di dolore. C'è un vuoto improvviso - il vuoto è sempre uguale - ma è proprio in questo vuoto che prede forma la diversità del dolore..

Da qualche parte, non ricordo, non molto tempo fa, ho letto un motto degli indiani d'America  che diceva:"Prima di giudicare una persona, cammina per tre mesi nei suoi mocassini.".... viste dall'esterno, molte vite sembrano irrazionali, sbagliate, pazze. Finchè si sta fuori, è facile fraintendere le persone, i loro rapporti. soltanto da dentro, soltanto camminando per tre lune nei loro mocassini, si possono comprendere le motivazioni, i sentimenti, ciò che fa agire una persona in un modo piuttosto che in un altro. La composizione nasce dall'umiltà, non dall'orgoglio del sapere. 

Diffida di tutto, tranne di quello che ti dice il tuo cuore

La vita eri tu: sei arrivata piccola, indifesa, senza nessuno altro al mondo, hai invaso questa casa silenziosa e triste delle tue risate improvvise, dei tuoi pianti.

Dentro di me, quasi ogni parte, era morta, ero come un prato dopo un incendio, tutto era nero, tutto era carbonizzato. Soltanto con  la pioggia, con il sole, con l'aria, quel poco che era rimasto sotto, piano piano, avrebbe potuto trovare l'energia per crescere.

"Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti."

Qui, lo spazi dedicato a questo bellissimo romanzo di Susanna Tamaro, finisce, la mia speranza che leggendo queste piccole frasi, vi venga voglia di leggere  tutto il libro.. ne vale veramente la pena.. è un romanzo che aiuta a leggere dentro se stessi, esattamente come fa la protagonista mettendo a nudo la sua anima... perchè, l'amatissima nipote, non faccia gli errori che lei stessa ha fatto...

Buona lettura!

 

 

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